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Sulle orme della legalità: oltre cento ragazzi delle classi 3A, 3B, 3D, 3E e 3G, con il coordinamento della referente del Progetto prof.ssa Susi Del Pin, a maggio hanno ripercorso i passi fatti dai loro compagni, che hanno vissuto la stessa esperienza negli ultimi tre anni scolastici. Visto il numero elevato di adesioni al progetto, quest'anno si sono fatti due gruppi: il primo con le classi 3B, 3D e 3G dall'8 al 12 maggio, accompagnato dai docenti Del Pin, Cojutti e Luciano e con la presenza della Dirigente Scolastica; il secondo con le classi 3A e 3E e le docenti Santamaria, Felli e Gianferrara dal 15 al 19 maggio.
Non la “solita gita d'istruzione”, ma una vera immersione nella cultura siciliana e soprattutto nella vita di quei cittadini, che, in una Regione martoriata dai delitti di mafia, hanno deciso di dimostrare che la legalità e la responsabilità verso gli altri sono valori in cui è ancora possibile credere. Con il supporto di Nino, Chiara Urru e Chiara Sciortino mediatori di Addiopizzo, gli studenti sono entrati a contatto con una realtà, spesso conosciuta solo attraverso i film e i racconti degli adulti.
Gli allievi hanno potuto ammirare la Valle dei templi di Agrigento, la casa di Pirandello, il percorso arabo-normanno di Palermo con la Cattedrale, la Cappella Palatina e il Duomo di Monreale con il magnifico Chiostro, le vie storiche di Palermo e i borghi marinari, ma soprattutto hanno vissuto la ricchezza di testimonianze forti e spesso commoventi.
A Capaci c'è stato l'incontro con Dario Riccobono, il fondatore di Addiopizzo Travel che per circa due ore ha tracciato un quadro storico degli eventi di quel tragico 23 maggio 1992, mostrando i punti precisi in cui sono state svolte le operazioni di morte da parte dei mafiosi. La sua testimonianza è stata affiancata da Antonio Vassallo, il primo fotografo della strage, che ha messo in luce la tragedia di quel sabato di maggio, ma soprattutto le problematiche giudiziare, che lui ha potuto vivere in prima persona, in quanto conosceva personalmente i “manovali” che avevano collaborato alla preparazione dell'attentato.
Il 9 maggio i giovani hanno partecipato alla marcia, partita da Terrasini, sotto la sede di Radio Aut e conclusa a Cinisi, sotto la casa di Peppino Impastato, per ricordare l'anniversario della morte del giornalista trentenne. La sfilata, composta da centinaia di persone, ha visto la presenza dei familiari e degli amici di Peppino, dei suoi compagni politici, delle Associazioni culturali e di Volontariato e di tante scuole, provenienti da varie regioni. E' stato un momento toccante di impegno civile e sociale per ricordare un giovane uomo che non voleva accettare la sua condizione di figlio di mafioso, ma rivendicava la libertà di scegliere un futuro migliore per la sua gente e in particolare per i contadini della zona. Alla fine la testimonianza di Giacomo Randazzo, amico di Peppino e la visita a Casa Memoria con i saluti di Giovanni e Felicia, fratello e cognata di Peppino.
Forti e toccanti sono state le parole di Rocco Ranieri, costruttore dell'Hotel Torreata e del Direttore dell'Albergo-Ristorante Mosè di Agrigento, che hanno descritto ai giovani il loro impegno per permettere alla gente di lavorare nel rispetto della legalità in un ambiente dove c'è un'illegalità diffusa. In particolare l'Albergo Mosè è un bene sequestrato alla mafia, sotto amministrazione giudiziaria e il suo Direttore ha permesso, con l'aiuto di tanti lavoratori del luogo, di continuare e migliorare l'attività, che si era interrotta dopo il provvedimento giudiziario.
Infine, poco prima della partenza, l'incontro divertente, coinvolgente e commovente con Gregorio Porcaro, che ha descritto sempre con il sorriso sulle labbra la grandezza di un piccolo e semplice uomo come don Pino Puglisi sullo sfondo del degrado di Brancaccio. Le sue parole non hanno solo parlato del sacerdote ucciso nel 1993, ma hanno parlato a tutti noi. Per lui i ragazzi di Brancaccio che ce l'hanno fatta non sono il miracolo di Padre Pino, ma sono il risultato di un progetto di amore. Solo chi ama quello che fa e le persone che incontra permette a loro di poter avere un futuro. La testimonianza di Gregorio con alle spalle il mare incantato di Mondello sono state il suggello migliore per concludere il percorso in Sicilia e cominciare le riflessioni nelle classi.
Per le impressioni dei ragazzi e per le foto di questa magnifica esperienza si rimanda al prossimo numero del giornalino scolastico “L'intrepido” e alla Galleria fotografica che sarà arricchita dagli scatti dei nostri ragazzi.
E' possibile anche visionare i filmati prodotti dalle classi che si sono recate in Sicilia quest'autunno andando ai seguenti indirizzi:
https://youtu.be/T3ZNPwjJebg: Testimonianze dalla Sicilia, curato da Luca Usoni della 4D;
https://youtu.be/KkSLKttRp80: Mafia, una lotta, non una guerra, curato da Marco Giovanni Ferrari della 4E.